Dalle nostre colline nasce un olio extravergine d’oliva biologico DOP dal carattere deciso e corposo: un condimento prezioso che esalta ogni piatto con note fruttate e leggermente piccanti.
Dalle nostre colline nasce un olio extravergine d’oliva biologico DOP dal carattere deciso e corposo: un condimento prezioso che esalta ogni piatto con note fruttate e leggermente piccanti.
Olio extravergine d’oliva certificato biologico ottenuto unicamente mediante spremitura a freddo e procedimenti meccanici. Questo monocultivar Canino, qualità tipica del territorio sin da tempi antichissimi, è ricavato dal nostro oliveto secolare, impiantato nell’Ottocento secondo la tecnica ‘a cassettoni’: con alberi posizionati a m. 9,50 l’uno dall’altro, ogni pianta gode di esposizione e nutrimento ottimali, garanzia per una produzione di frutti di straordinaria qualità.
Acidità: molto bassa, adatto per chi soffre di reflusso e per svezzamento.
Colore: verde smeraldo con riflessi dorati.
Odore: fruttato, ricorda il frutto sano e fresco, raccolto al punto ottimale di maturazione.
Sapore: deciso e corposo con retrogusto leggermente piccante, specie quando fresco.
Le olive vengono raccolte a mano intorno alla fine di Ottobre, così da ottenere un prodotto col minor tasso di acidità localmente noto col nome di ‘verdino’.
Coltivazione e raccolta ad Arlena di Castro, Azienda Agricola biologica “La Piantata 1822”.
Ideale condimento per insaporire verdure crude, zuppe, minestre di legumi, bruschette e carni. Perfetto anche per friggere, essendo particolarmente resistente alle temperature elevate.
L’ Olio viene conservato in tini d’acciaio inossidabile fino al momento della vendita per evitare i processi ossidativi, causa di rancidità. Va mantenuto tra i 15° e i 20° al riparo dalla luce diretta e lontano da fonti di calore.
Dalla Grecia all’Etruria, l’olivocoltura del Canino nella Tuscia ha origini antichissime. Numerosissime sono le immagini che raffigurano la raccolta delle olive impresse sui vasi e affreschi dell’epoca etrusca. La coltivazione vanta una tradizione lunga almeno tre millenni grazie alla mineralizzazione del terreno vulcanico, con fulcro nell’antica potente città di Vulci di cui oggi restano reperti attestanti attività di raccolta e conservazione. Nella prima età medievale la produzione di olio prosegue: dall’età longobarda (VIII secolo) sino alla Bolla di Papa Leone IV, nel IX secolo, i territori coltivati a olivi sono soggetti all’interesse delle amministrazioni areali, tra cui quella ecclesiastica: con l’olio, sin dall’antichità, si alimentava ancora l’illuminazione delle chiese, sia cittadine che rurali, in forte espansione edilizia. In epoca più moderna, la storia dell’olio Canino richiama il nome di Luciano Bonaparte, il fratello del più noto Napoleoene, che dal 1814 promosse l’olivocoltura della regione dopo aver rilevato importanti proprietà immobiliari.
L’olio extravergine di oliva DOP ‘Canino’ ha ottenuto il riconoscimento europeo nel 1996, e vanta un’area di produzione che dai monti di Canino da cui prende nome si estende in molta parte della Provincia di Viterbo includendo i comuni di Canino, Arlena di Castro, Cellere, Ischia di Castro, Farnese, Tessenano, Tuscania e Montalto di Castro.
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